Un cittadino kazako ha usato ChatGPT per contestare una multa stradale e ha vinto in soli dieci minuti. È il primo caso documentato in cui un’intelligenza artificiale supporta con successo una difesa legale reale.
Un caso che fa storia: ChatGPT vince in tribunale
Nel marzo 2025, un uomo in Kazakistan ha ottenuto l’annullamento di una multa stradale grazie all’assistenza di ChatGPT, usato come assistente legale virtuale. Il cittadino, multato per aver superato un camion in sosta, ha presentato ricorso dopo che la polizia aveva respinto la sua prima richiesta. Non potendo o volendo assumere un avvocato, ha scelto di farsi aiutare dall’intelligenza artificiale.
ChatGPT ha redatto il testo del ricorso basandosi sulla normativa locale e ha poi continuato a offrire supporto in tempo reale durante l’udienza, rispondendo in modo pertinente alle domande del giudice. Il risultato? Multa cancellata in meno di dieci minuti.
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Intelligenza artificiale e giustizia: cosa cambia?
Il caso ha sollevato un acceso dibattito internazionale. Se da un lato evidenzia le potenzialità dell’AI nel rendere la giustizia più accessibile, dall’altro solleva interrogativi sull’affidabilità di questi strumenti in contesti delicati come i tribunali.
Alcuni esperti vedono in ChatGPT un alleato utile per chi non può permettersi un avvocato, soprattutto nei casi più semplici. Altri temono che l’uso indiscriminato dell’intelligenza artificiale possa minare le basi etiche del diritto.
Quali sono i limiti di un avvocato virtuale?
Sebbene il caso kazako abbia avuto un esito positivo, è importante sottolineare che ChatGPT non è un avvocato abilitato. Non conosce il contesto specifico di ogni ordinamento giuridico e può commettere errori. Inoltre, non esistono ancora norme chiare sull’uso dell’AI nei procedimenti legali.
La responsabilità legale delle difese generate da un chatbot resta un punto aperto. Chi risponde, in caso di errore? E come garantire l’equità del processo?
Un trend in crescita: AI e diritto
L’episodio si inserisce in un trend sempre più evidente: l’intelligenza artificiale sta entrando anche nei settori più regolamentati, come sanità, istruzione, finanza e giustizia. Strumenti come ChatGPT, Claude, DeepSeek o Copilot vengono già utilizzati per redigere documenti, analizzare contratti e semplificare il linguaggio giuridico.
Questo non significa che gli avvocati diventeranno obsoleti, ma che il loro lavoro potrebbe cambiare radicalmente nei prossimi anni, con nuove sfide professionali e deontologiche.
Per approfondire
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